Le Procuratie Vecchie di Piazza San Marco
Dopo 500 anni sono tornate al loro antico splendore
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Le Procuratie Vecchie risplendono in Piazza San Marco

Dopo 500 anni, le Procuratie Vecchie di Venezia sono tornate al loro antico splendore

Le Procuratie sono gli imponenti edifici che abbracciano sui tre lati piazza San Marco con le Procuratie Vecchie a nord, l’Ala Napoleonica a ovest e le Procuratie Nuove a sud.

La loro costruzione iniziò nel 1517 e terminò nel 1538, erano le abitazioni e luogo di lavoro dei Procuratori di San Marco, la carica più prestigiosa dopo quella del Doge e una specie di premio a questi alti funzionari della città, responsabili dell'amministrazione della Basilica di San Marco, dell'esecuzione dei testamenti e della cura dei poveri e degli orfani che pur non avendo diritto a percepire uno stipendio, godevano del privilegio di vivere per sempre in Piazza San Marco.

Dopo 500 anni, le Procuratie Vecchie sono tornate al loro splendore dopo un importante intervento di restauro durato 5 anni, coinvolgendo il Gruppo Generali, che ne è proprietario, l’architetto David Chipperfield e il General Contractor RDE Sacaim Spa, e con cui fischer ha collaborato fornendo alcuni dei prodotti più adatti all’intervento di recupero.

Il progetto di restauro delle Procuratie rientra nelle celebrazioni per il 190° anniversario del Gruppo assicurativo e nel programma di valorizzazione e rilancio dell’intera area di San Marco, che include anche i Giardini Reali da poco riaperti e del progetto volto a fare di Venezia la capitale mondiale della sostenibilità.

Gli spazi delle Procuratie Vecchie, con le loro decorazioni e affreschi storici, accolsero la sede italiana di Generali fino al 1989 e il loro restauro riporta il gruppo assicurativo nella sede veneziana.

Il restauro si è concluso nel 2022, l '8 aprile le Procuratie Vecchie sono state inaugurate alla presenza di ospiti istituzionali ed esponenti della politica e della cultura italiana ed europea e oggi sono aperte al pubblico per la prima volta nei loro 500 anni di storia.

Perizia e maestria per un intervento rispettoso e poco invasivo

Le Procuratie Vecchie si estendono per 152 metri dalla Torre dell'Orologio verso l'Ala Napoleonica, con un portico di 50 arcate, cui corrispondono le 100 finestre dei due piani superiori.

La struttura è formata da più corpi di fabbrica accostati in cui le unità abitative sono separate da setti murari serrati, distanti appena 5 m l’uno dall’altro.

Gli interventi di restauro hanno riguardato la riqualificazione del primo e del secondo piano, in cui saranno collocati gli uffici della compagnia assicurativa, la riorganizzazione dell'accessibilità e della fruibilità attraverso l'inserimento di una nuova circolazione verticale e il rinnovamento del terzo piano, con accesso pubblico agli spazi espositivi e a quelli di lavoro, ambienti per eventi e auditorium che ospiterà simposi internazionali e congressi.

Al terzo piano è la sede della Fondazione Generali The Human Safety Net ONLUS, attiva a livello mondiale con l’obiettivo di liberare il potenziale delle persone vulnerabili perché possano migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e delle comunità.

L’intervento di restauro ha portato al recupero di alcune fra le tecniche veneziane più tradizionali: terrazzo per le arcate che si aprono sui setti, pastellone per le pavimentazioni e scialbatura sulle superfici in mattoni, marmorino e calce rasata.

I nuovi ambienti, grazie ai materiali e alle tecniche impiegate, si presentano oggi caldi e accessibili. L’importanza dell’intervento ha richiesto perizia e maestria nella fase di progetto architettonico ma anche nella scelta dei prodotti per un intervento di recupero rispettoso e poco invasivo coordinato dalla Saicam Spa, impresa presente a Venezia dal 1920 che ha già collaborato con fischer su numerosi progetti.

Il progetto di recupero ispirato alla storia antica

Racconta il Geometra Daniele Penzo, di Sacaim SpaLa particolarità di questo intervento, per volontà del progettista e per la posizione del sito, è stata quella di operare come al tempo della realizzazione delle Procuratie. Il progettista ha inserito 2 nuove scale monumentali realizzate interamente in legno, sostenute da muri in mattoni posati a mano uno per uno. Solo per le scale i mattoni posati sono stati circa 200mila. Le 2 scale in legno sono state poi rivestite con volte e arcate in modo da riproporre qui quanto si può trovare nei palazzi più famosi e importanti di Venezia e infine decorate con marmorino di calce naturale e polvere di marmo.

Tutti i nuovi solai e la sostituzione di quelli non più recuperabili sono stati realizzati in legno. Il recupero di solai originali è stato possibile inserendo delle protesi in legno sulle teste delle travi e restaurando il tavolato: il miglioramento sismico e l’adeguamento delle portate di questi solai si è reso possibile utilizzando speciali viti e nastri metallici di collegamento e ripartizione dei carichi e delle sollecitazioni. Certo lo sviluppo della tecnologia ha aiutato parecchio, i tasselli in legno, che venivano annegati durante la costruzione delle murature per i successivi fissaggi di elementi lignei, sono stati sostituiti da tasselli in acciaio fissati con le resine strutturalmente performanti, i paranchi odierni non sono quelli con i numerosi rinvii delle funi di canapa ma con catene di acciaio e motori elettrici, le grosse chiodature di connessione sono sostituite con tecnologiche viti mordenti… ma la mano dell’uomo e il know-how dell’impresa rimangono indispensabili e insostituibili per attività di tale finezza artigianale e per arrivare al risultato che oggi è sotto gli occhi di tutti, il recupero di monumenti come le Procuratie che sono un patrimonio di tutti
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