Nel cuore del Comune di Cavallino-Treporti prende forma una delle infrastrutture ciclabili più iconiche e innovative del litorale veneziano: un percorso di 8,5 chilometri, di cui ben 6,5 realizzati con struttura a sbalzo sospesa sulla laguna. Un intervento di straordinario valore paesaggistico e ingegneristico.
L’opera ha interessato l’intera Via Pordelio, asse strategico di collegamento tra Cavallino e Ca’ Savio, portando alla sua completa riqualificazione e messa in sicurezza. Un’infrastruttura che si inserisce con coerenza nel più ampio disegno di valorizzazione del territorio comunale, in particolare del fronte lagunare, simbolo dell’identità ambientale e culturale di Cavallino-Treporti.
Permessi: Foto di copertina di Franco Cogoli
La pista ciclopedonale si integra perfettamente con i percorsi preesistenti, rafforzando la rete della mobilità dolce e contribuendo a promuovere un modello di fruizione sostenibile del paesaggio.
Il tracciato, concepito per armonizzarsi con l’ambiente circostante, offre un’esperienza unica: un cammino sospeso tra cielo e acqua, dove il visitatore può ammirare l’incontro fra dune, barene e specchi lagunari, immerso nella biodiversità tipica di questo straordinario ecosistema.
Alla base di un progetto così ambizioso, vi è anche il contributo concreto di aziende che, con soluzioni tecniche di alta qualità, hanno permesso di coniugare estetica, sicurezza e durabilità. Un esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato, tra visione politica e competenza industriale, capace di tradurre in realtà un’infrastruttura che oggi rappresenta non solo un’opera pubblica, ma anche un simbolo del nostro tempo.
Per quanto riguarda la parte a sbalzo, sia la progettazione che l’esecuzione rappresentano una importante sfida ingegneristica, per via degli obbiettivi e vincoli imposti soprattutto dal particolare contesto paesaggistico-naturale in cui si inserisce l’opera nel Comune di Cavallino-Treporti.
Alla base della progettazione dell’opera gli obbiettivi principali sono stati sostanzialmente tre:
Mentre gli ultimi due obbiettivi si spiegano facilmente con le necessità di garantire il continuo buono stato nel tempo dell’opera ed il suo inserimento in armonia con il paesaggio lagunare, una considerazione a parte va fatta in merito al primo obbiettivo, il quale di fatto condiziona tutti gli aspetti strutturali ed esecutivi dell’opera nel suo insieme.

La trave a sbalzo in acciaio è lunga 3m ed è realizzata fuori opera in officina. Essa costituisce la parte strutturale smontabile, unitamente al resto dei componenti secondari (arcarecci del piano di calpestio e parapetto di protezione), per agevolare la necessaria manutenzione e/o sostituzione delle componenti a sbalzo dell’opera nel corso degli anni.
Si ancora alla trave di collegamento in calcestruzzo armato posta sotto la strada dietro al muro, attraversando lo stesso muro grazie ad un foro da 60 cm di diametro opportunamente realizzato.
